È sarcastica la risposta del sindaco Sala al segretario milanese del Pd, Alessandro Capelli. A distanza di tre giorni, continua il botta e risposta tra il primo cittadino e l’esponente dem. Al centro della bagarre, il tanto dibattuto tema della discontinuità. Perché se è vero che Sala, in prima battuta, era stato ironico, ieri i toni sono apparsi decisamente più gelidi. Insomma, a Beppe le parole rilasciate da Capelli al Corriere non sono proprio andate giù. L’amarezza del sindaco traspare anche dallo sfogo social a cui si è affidato ieri.
«Torno ancora su questo entusiasmante tema della discontinuità, che piace a sinistra, a destra, al centro, agli opinionisti di vario genere». Capelli qualche giorno fa aveva spiegato perché, in vista delle elezioni comunali del 2027, serve dare «risposte nuove» a una città che cambia. Sala passa poi alle citazioni. «Qui cito, senza tirarmela troppo, Karl Popper - scrive - che sosteneva che in una discussione seria si dovrebbero dire solo cose che siano “falsificabili”, di cui si possa cioè dire il contrario. Ora, chi può dire il contrario, e cioè che in politica (o nella vita) non si debba essere discontinui? Nessuno. Peccato però - sottolinea il sindaco - che spesso, nei discorsi di chi evoca discontinuità, ci sia un sottotesto e cioè che si voglia indurre a pensare che chi oggi governa non si stia applicando abbastanza alla questione, mentre altri sarebbero in grado di farlo meglio».








