Azione contro i Verdi, che sono contro i riformisti del Pd, che sono contro i massimalisti del Pd, che sono contro Azione. Una ruota che gira, un cerchio che si chiude. È tutti contro tutti, a Milano, all’interno di ciò che resta della maggioranza di centrosinistra che sostiene - davvero? - Beppe Sala. Dallo stadio al prossimo Piano di governo del territorio, dall’assessorato all’Urbanistica vacante al superconsulente che faccia da garante, fino agli spazi di manovra da concedere al sindaco.

In questo senso, la strada tracciata dal Partito democratico coi famosi “tavoli di confronto” - ne fanno praticamente uno al giorno - è chiara: marcare a uomo Sala, h24, per avere un rendiconto sempre aggiornato. Sarà un anno e mezzo molto duro per Beppe: l’indipendenza è finita. L’idea di tutti i partiti - Pd, Avs, Azione e Italia Viva, che ieri si sono ritrovati coi loro rispettivi segretari locali in videoconferenza - è quella di avere al più presto dalla giunta un cronoprogramma con le priorità da affrontare da oggi a fine mandato. Ed è qui che sorgono le criticità.

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Prendiamo lo stadio: lo slittamento a settembre della delibera per la vendita a Inter e Milan del Meazza e delle aree limitrofe per la costruzione del nuovo impianto (operazione da 197 milioni di euro) è il sintomo inequivocabile di una malattia mortale per un’amministrazione, ovvero l’immobilismo. Il problema è solo rinviato. Facendo due calcoli, infatti, almeno sei elementi (tre Verdi, due piddini e un membro del Gruppo Misto ex della Lista Sala) considerano come fumo negli occhi la cessione di San Siro e un altro (sempre del Pd) è pronto ad accodarsi. Ammesso che l’opposizione voti “no” compatta alla delibera, basterebbe un solo altro voto contrario di un consigliere di centrosinistra per mandare sotto la maggioranza. E a quel punto Beppe Sala, che infatti le sta provando tutte coi vertici del Pd per blindarsi sullo stadio ed evitare il fuoco amico, dovrebbe giocoforza dimettersi. Quanto al Pgt, che l’ormai ex assessore Tancredi voleva portare in aula a inizio 2026, si andrà molto probabilmente al 2027.