Il motore è il «senso del dovere: credo che Milano abbia ancora bisogno», spiega il sindaco Beppe Sala ai microfoni di Rtl 102.5: l’ombra delle dimissioni è ormai lontana. «Provato» ma bisogna andare avanti, sbloccando i cantieri fermi e tirando dritto sullo stadio, «per dignità personale». E, in questo slancio in avanti, Sala guarda indietro, difendendo quanto fatto: «È sbagliato buttar via tutto, la città è migliorata».
La prova? «Se prendessimo un qualunque milanese, lo portassimo in giro per la città a vedere oggi cos’è ogni singolo quartiere, con le fotografie in mano di vent’anni fa e gli domandassimo se Milano è migliorata, la risposta sarebbe che sì, Milano è migliorata». Di certo, si è sviluppata in altezza. «Se adesso è venuta tutta di colpo la paura dei grattacieli, io mi dissocio», spiega il sindaco, sottolineando che la costruzione in verticale serve per consumare meno suolo. E poi uno sguardo a settembre, mese di fuoco per la sua giunta in quanto è previsto l’approdo dell’affaire San Siro in Aula, dove la discussione si preannuncia già attesa. La maggioranza, infatti, è divisa sulla votazione. I Verdi hanno già detto che non sosterranno l’operazione. Il Pd, invece, valuterà con la delibera in mano. «Vedremo cosa succederà — spiega Sala —. Quello di San Siro è uno dei miei obiettivi, ci sto lavorando da diversi anni. Pertanto anche per dignità personale io voglio portare avanti questa iniziativa. Poi vedremo se la politica seguirà questa via».








