ADRIA (ROVIGO) - Il Museo Archeologico Nazionale di Adria verso un 2026 che si preannuncia decisivo: un ruolo da protagonista con nuove mostre, grandi reperti e attenzione al pubblico.
Il nuovo anno, insomma, sarà un punto di svolta per la struttura di via Badini che si prepara a diventare protagonista di importanti progetti scientifici, espositivi e culturali, rafforzando il proprio ruolo di centro di riferimento per la storia antica dell'Adriatico e del Delta del Po. Un percorso che coniugherà ricerca, mostre di rilievo e una rinnovata attenzione alla fruizione da parte del pubblico, confermando Adria come uno dei poli culturali più rilevanti dell'archeologia dell'Italia nord-orientale.
Tra gli appuntamenti più attesi entro la fine dell'anno spiccherà l'esposizione al pubblico della barca romana di Corte Cavanella, attualmente presente a Roma nell'ambito della XX edizione della mostra Restituzioni a Palazzo delle Esposizioni.
L'imbarcazione fu scoperta negli anni Ottanta a Corte Cavanella di Loreo, all'interno di un vasto insediamento romano sulla riva destra dell'Adige. Il sito comprendeva un'abitazione e una darsena per il ricovero delle barche, collegata a nord a un antico alveo del fiume. Durante le campagne di scavo del 1983 e del 1985 vennero recuperate due barche lignee romane destinate alla navigazione interna lagunare, insieme a ceramiche, vetri, lucerne e monete.










