Scrivere un nuovo capitolo della storia di Altino, grazie ad una innovativa campagna di scavi concentrata nel presunto foro della città romana. Ultima importante iniziativa, annunciata per fine ottobre, promossa e condotta dal Parco archeologico di Altino, da un anno riunito sotto la complessa area operativa dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. Per volere ministeriale sono state accorpate ben quattro realtà: il Museo archeologico nazionale di Venezia, il Museo di Palazzo Grimani, il suddetto Parco archeologico di Altino (museo con limitrofa area di scavi), e in futuro il Museo archeologico della Laguna di Venezia nell'Isola del Lazzaretto Vecchio. Chiarisce gli obiettivi Marianna Bressan, archeologa di formazione, specializzazione e dottorato all'Università di Padova, e già a capo del polo altinate: lo scorso maggio è stata riconfermata dal Ministero della Cultura nel complesso ruolo di direttrice dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna.

Dottoressa Bressan, un accorpamento che consente un rilancio del settore archeologico veneziano, in un panorama culturale cittadino che non difetta di "concorrenza".

«La logica del nuovo istituto varato dal Ministero della Cultura ha un obiettivo preciso: rilanciare l'ambito archeologico di Venezia e della Laguna. Il primo passo, importante anche dal punto di vista simbolico, è stato riaprire il Cortile dell'Agrippa in Piazzetta San Marco, unico tra i cortili delle Procuratie Nuove progettato e realizzato da Vincenzo Scamozzi. L'accesso indipendente al Museo e alle Sale Monumentali della Biblioteca Marciana, con biglietteria e area polifunzionale, valorizza immediatamente la splendida collezione archeologica come fu pensata negli anni Venti da Carlo Anti, illustre storico dell'arte antica».