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Nel giugno del 2006 l'atleta italiano Francesco Colletta si è reso protagonista di una performance ritenuta impossibile da molti: trascorrere quasi trenta ore immerso nelle acque delle Tremiti, uscendo senza danni fisici

Poco al largo delle isole Tremiti il mare è calmo, quasi privo di increspature, ma quella superficie inganna. Sotto, a cinque metri di profondità, è immerso l'italiano Francesco Colletta. Il motivo è tanto semplice quanto intricato: stabilire un nuovo record mondiale di permanenza subacquea. Respira con l’erogatore, si muove poco, misura i gesti, governa il tempo. Riemergerà soltanto dopo 29 ore, avvolto dall'incredulità collettiva.

Colletta ha trentatre anni, viene da San Giovanni Rotondo ed è archeologo subacqueo. Lavora tra relitti, fondali, reperti antichi. Il mare lo frequenta per mestiere, prima ancora che per vocazione sportiva. Così, ad un tratto, concepisce un'idea disumana. Diventare un "Uomo pesce" e restare sotto a quel mantello traspirante a lungo. Diventare inquilino sott’acqua in una prova di continuità, concentrazione, tenuta mentale. Non che debba fare niente in particolare: deve solo resistere. E non è affatto poco.