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Martinenghi, rana d'argento più forte dell'intossicazione. Ceccon "universale": bronzo nei 50 farfalla
Una rana, una farfalla e una bambina. A Singapore c'è un mondo di storie e di favole nella piscina in cui l'Italia del nuoto raccoglie altre due medaglie la terza dopo l'argento di domenica nella 4x100 stile e dove una 12enne arriva a un soffio dal podio tra i grandi.
Sono ancora loro, Martinenghi e Ceccon, campioni olimpici e di tutto, a incrementare il bottino azzurro. Il varesino di Azzate, a un anno esatto dall'oro nei 100 rana a Parigi stavolta è d'argento. "Sono stato male tutta la notte, per me vale come un oro", ha detto Tete, debilitato da un virus e battuto dal cinese Qin nonostante abbia ottenuto un tempo più basso dei Giochi: 5858 contro 5823. "Mi sono caricato guardando un video di Tyson sul ring. È una medaglia strana, ricca di novità". A partire dalla guida tecnica: non c'è più Pedoja, ma Giunta, marito ed ex coach della Pellegrini (entrata ieri nella hall of fame del nuoto). "Matteo mi sprona e mi ha aiutato a tornare con ancora più fame", dice il varesino, che regala alla Federnuoto la 200esima medaglia della storia ai Mondiali. Ceccon, invece, si è messo al collo il bronzo nei 50 farfalla battuto dal francese d'oro Grousset e dal suo amico svizzero Ponti. "Thomas è il numero uno, è la vera star", lo esalta l'elvetico. Ceccon sorride, ma non è contento di aver affrontato una finale con una gara in più nelle braccia rispetto agli avversari: "Ho chiesto di spostare la semifinale dei 100 dorso dopo la finale dei 50, però non mi hanno ascoltato. Va bene il record italiano di 2258, ma potevo vincere. I 100 dorso? Punto al personale". Vale a dire il record del mondo. L'olimpionico promette fuochi d'artificio nella giornata di oggi in cui avremo in finale anche Simona Quadarella (3° tempo nei 1500), Anita Bottazzo (2° nei 100 rana) e il sempre più scatenato Carlos D'Ambrosio (5° nei 200 stile), autore nella semifinale del record italiano in 1'45"23 che cancella l'1'45"67 di Filippo Megli di Gwangju 2019. "Ho staccato il telefono dopo l'argento con la 4x100 per rimanere concentrato". Se a dirlo è un ragazzo della Generazione Z desta ancora più sensazione.








