«I biglietti? Non spetta a noi né venderli né controllarli. Sono gli steward che devono controllare salite e discese. Così ci è stato detto durante l'apposito corso di formazione che anch'io, come autista, ho fatto; perché a mia volta verrò in provincia di Belluno per lavorare all'interno del sistema di trasporto delle Olimpiadi».

Steward che non era presente sulla corsa incriminata, quella che lunedì ha lasciato a terra un bambino di 11 anni che, uscito da scuola, era salito sulla mezzo dell'azienda "La Linea spa" alla quale Dolomiti Bus, titolare del contratto di servizio principale, ha dato in gestione parte del servizio olimpico. Stefano Bergamin, autista della Mom Treviso e sindacalista della Fit Cisl, chiarisce quali sono il ruolo e i compiti affidati e richiesti a un autista di linea. Non si tratta -sia chiaro- di una difesa del conducente che ha lasciato a piedi il bambino, ma di una puntualizzazione su ciò che è consentito fare agli autisti e u ciò che non lo è.

«Io non so cosa sia successo quel giorno sulla linea 30. Ma l'impressione è che sia stata fatta una cattiva formazione per il personale impegnato nella tratta. A noi insegnano come gestire queste situazioni e posso dire che nessuna azienda avrebbe mai chiesto ai suoi autisti di lasciare qualcuno a terra, a maggior ragione se è un minorenne e in quelle condizioni climatiche». Il sospetto è che l'autista in questione sia stato "intimorito" dai limiti del suo ruolo: ad esempio, non può elevare sanzioni, a meno che non sia un agente accertatore. Ma siccome l'autista è in forze a una ditta che ha ricevuto l'appalto in subaffido, è molto difficile che fosse in possesso di questo titolo.