C’è un’inchiesta della procura di Belluno su un caso che ha dell’incredibile. Un bambino di 11 anni che stava rientrando da scuola a bordo del bus che ogni giorno gli permette di tornare a casa, è stato fatto scendere dal veicolo a metà strada poiché sprovvisto del biglietto conforme.
Nel mezzo del nulla, nel tratto di strada che va da San Vito a Vodo, in provincia di Belluno, in una mattinata gelida, con le temperature di alcuni gradi sotto lo zero e l’asfalto coperto da un manto di neve, il ragazzino è stato invitato a lasciare il bus e a proseguire a piedi per i restanti sei chilometri.
Il tutto accadeva pochi giorni fa, il 27 gennaio, per altro nel Giorno della Memoria che dovrebbe teoricamente richiamare tutte le coscienze a ragionare sul concetto di sofferenza, sulla disumanità e sulla necessità di riconoscere il prossimo come valore da rispettare e difendere.
Per fortuna la vicenda del bambino abbandonato per strada al freddo, non è passata sotto silenzio e, oltre all’inchiesta, è scattata anche un’indagine interna promossa dalla Dolomiti bus, società addetta al trasporto locale.
La nonna dello studente, Chiara Balbinot, avvocata di Padova, ha depositato una querela mercoledì mattina spiegando l’assurdità dei fatti. In pratica, per via delle Olimpiadi invernali, la tratta percorsa dalla linea 30 Calalzo – Cortina, che fino a pochi giorni prima aveva un costo di 2,50 euro, era aumentata a 10 euro.










