Sioux, Navajo, Apache. Da questo lato dell’Atlantico, quando si pensa ai cosiddetti indiani d’America, sono spesso i primi nomi che vengono in mente. Ma negli Stati Uniti le tribù di nativi americani riconosciute a livello federale sono 575. Chi ritiene di appartenerci, se risponde ai criteri per dimostrare di essere discendente di quegli antenati che vivevano in Nord America molto prima che ci sbarcassero gli europei, può richiedere una “tribal ID card”, una carta d’identità tribale.

Che cos’è la carta d’identità tribale

Un documento riconosciuto anche dal governo Usa, utilizzato dai nativi americani per accedere a diversi servizi: scuola, sanità, assistenza sociale e voto all’interno delle riserve, principalmente. Ma anche per viaggiare attraverso gli States – è accettato come metodo di riconoscimento per imbarcarsi su voli interni – e per accedere a diverse strutture federali. Fino ad ora.

Da qualche settimana a questa parte – dopo che gli agenti dell’Ice hanno ucciso Renée Good e Alex Pretti – la carta d’identità tribale è diventata anche uno scudo. Perchè può permettere di dimostrare in poco tempo di avere il diritto di vivere negli Stati Uniti.

La paura di essere «scambiati per latinoamericani»