Gran parte delle reclute proviene dai ranghi delle forze armate o da altre agenzie di polizia locale: un background che porta con sé una cultura della gerarchia e della disciplina quasi militare

La campagna di reclutamento dell'Ice

Non sono solo una forza di polizia, ma il sismografo che misura la tensione identitaria degli Stati Uniti. Gli agenti dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement), l'agenzia federale incaricata di far rispettare le leggi sull'immigrazione e sul commercio, sono diventati negli ultimi anni il fulcro di uno scontro politico e sociale che lacera l’America. Ma chi sono davvero gli uomini e le donne che compongono questo braccio operativo del Dipartimento della Sicurezza Interna? E quali poteri esercitano realmente tra le pieghe di una democrazia che fatica a trovare una sintesi tra accoglienza e sicurezza?

Fondata nel 2003, all’indomani dello shock dell’11 settembre, l’Ice è nata con una missione specifica: proteggere l’America eliminando le vulnerabilità ai confini e all’interno del Paese. Oggi, l’agenzia conta oltre 20.000 dipendenti e un budget che supera i 9 miliardi di dollari. Ma la sua percezione pubblica è divisa da un solco profondissimo: per alcuni sono gli eroi che garantiscono la legalità, per altri lo strumento di una repressione spietata.