Per decenni il passaporto statunitense è stato il simbolo di opportunità, speranza e rilevanza globale. Un manifesto del sogno americano. Oggi, però, una parte sempre più consistente di cittadini d'oltreoceano sembra guardare altrove per garantirsi le stesse certezze. E tra le destinazioni più ambite spicca l'Irlanda che, nell'ultimo anno, ha registrato un aumento del 63% nelle richieste da parte di cittadine e cittadini statunitensi.Non si tratta di una moda passeggera, né di un fenomeno marginale. È piuttosto il segnale di un cambiamento più profondo: il passaporto non è solo un documento di identità, ma uno strumento di pianificazione della vita, una sorta di polizza geopolitica contro l'incertezza.Le radici che diventano opportunitàLa ragione per cui proprio l'Irlanda si trova al centro di questa crescita è, in parte, storica. Milioni di statunitensi discendono infatti da famiglie irlandesi emigrate tra Ottocento e Novecento. Un legame che non è rimasto solo nella memoria culturale, ma si è evoluto e tramandato sotto forma di diritto concreto.La cittadinanza irlandese può essere infatti richiesta attraverso lo ius sanguinis, ovvero una discendenza diretta. Basta dimostrare di avere un genitore o un nonno nato in nel paese per poter avviare la procedura di riconoscimento che si effettua online tramite il portale del ministero degli Affari Esteri di Dublino.Una volta ottenuta, però, il vantaggio va ben oltre il legame con l'Irlanda. Con questo passaporto si ottiene infatti anche un passaporto europeo: chi lo possiede diventa automaticamente cittadino dell’Unione e può vivere, lavorare, studiare e muoversi liberamente in tutti 27 paesi membri. In pratica, ottenere la cittadinanza irlandese significa accedere a un intero continente, uno dei più grandi spazi di mobilità e diritti del mondo.In più, non tutti i paesi europei offrono percorsi altrettanto accessibili come quello irlandese. In Italia, per esempio, la normativa sulla cittadinanza per discendenza è stata recentemente resa più restrittiva per chi vive all’estero, con controlli più stringenti sulle richieste provenienti proprio dagli Stati Uniti. Questo rende il passaporto irlandese, per molti americani con queste radici, una delle strade più semplici per ottenere un accesso diretto all’Unione europea.Un riflesso delle incertezzeDietro l'aumento delle richieste non c'è una sola spiegazione, ma un insieme di tensioni che attraversano gli Stati Uniti contemporanei. La polarizzazione politica, le incertezze economiche, il dibattito acceso su diritti sociali e sanità, insieme a una crescente percezione di instabilità, stanno spingendo molti cittadini a cercare un'alternativa.La cittadinanza è sempre più spesso letta come un asset. Non solo identità, ma accesso a sistemi sanitari diversi, mercati del lavoro più ampi, maggiore stabilità normativa. L’Irlanda, con la sua appartenenza all’Unione europea e la sua reputazione di paese stabile e dinamico dal punto di vista economico e fiscale, si inserisce perfettamente in questa logica.Per molti americani non si tratta quindi di “diventare irlandesi” in senso culturale, ma di aggiungere un livello di protezione alla propria vita personale e professionale. È una forma di globalizzazione individuale che si sta diffondendo soprattutto tra chi ha mezzi, competenze e legami familiari che lo permettono, una porta aperta nel caso in cui il contesto interno dovesse cambiare in peggio.Il caso limite dei richiedenti asilo politicoAccanto a questo fenomeno ordinato e legale esiste anche una situazione molto più piccola e grave: quella di alcuni cittadini statunitensi che hanno iniziato a esplorare la possibilità di richiedere asilo politico in Irlanda.I numeri restano ancora molto contenuti, ma negli ultimi anni sono cresciuti rapidamente. Secondo i dati del dipartimento di Giustizia irlandese, dal 2022 più di 100 cittadini statunitensi hanno presentato domanda di protezione internazionale nel paese. In quell’anno le richieste erano state appena 13, salite a 18 nel 2023 e a 22 nel 2024. Nel 2025 si è registrata però un’accelerazione improvvisa: 94 cittadini americani hanno chiesto asilo in Irlanda, oltre quattro volte il numero dell’anno precedente.Dalle elezioni per il secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, all’inizio del 2025, almeno 76 americani hanno presentato domanda di asilo nel paese.Si tratta comunque di numeri piccoli (seppur in forte crescita) rispetto al totale delle richieste di protezione internazionale ricevute dall’Irlanda e, soprattutto, di domande molto difficili da sostenere sul piano giuridico. Per ottenere lo status di rifugiato, infatti, un richiedente deve dimostrare un “fondato timore di persecuzione” legato a fattori come opinioni politiche, razza o appartenenza a un gruppo sociale.Gli Stati Uniti sono generalmente considerati un paese sicuro e proprio per questo le richieste provenienti da cittadini americani partono quasi sempre in salita. Le autorità irlandesi, inoltre, non pubblicano dati dettagliati su quante di queste domande vengano effettivamente accolte.Eppure la loro sola esistenza racconta qualcosa. Un ribaltamento percettivo in cui anche una potenza globale come gli Stati Uniti può essere, per alcuni, percepita come luogo di insicurezza. Alcuni richiedenti sostengono di sentirsi minacciati dal clima politico interno o da nuove leggi su diritti civili, sanità riproduttiva e diritti Lgbtq+. Che queste richieste abbiano o meno successo, il loro aumento racconta un dato simbolico: anche negli Stati Uniti, per una piccola parte della popolazione, il senso di sicurezza garantito dal proprio Paese non appare più così scontato.Un mondo in cui si scelgono le appartenenzeAlcuni segnali mostrano che questa tendenza non è solo teorica. Nei dodici mesi fino ad aprile 2025 circa 9.600 cittadini statunitensi si sono trasferiti in Irlanda, quasi il doppio rispetto ai 4.900 dell’anno precedente, secondo i dati dell’Ufficio centrale di statistica irlandese.Il dato del +63% non descrive quindi una fuga di massa, ma un cambiamento di mentalità. Il mondo sta diventando sempre più un sistema in cui le appartenenze non sono più fisse, ma negoziabili.Il passaporto irlandese, in questo contesto, non è soltanto un documento europeo. È il simbolo di una possibilità: quella di non dipendere da un solo paese per costruire il proprio futuro, la certezza di poter lasciare l’America se lo riterranno necessario.
È finito l'American dream? Perché sempre più statunitensi vogliono il passaporto irlandese
Nel 2025 le richieste per ottenere la cittadinanza in Irlanda (e quindi in Unione europea) da parte di cittadini d'oltreoceano sono aumentate del 63%







