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Ultimo aggiornamento: 9:07

L’uccisione a Minneapolis di Alex Pretti scuote lo sport americano. Molti atleti di NBA e NFL condannano pubblicamente l’ICE. Già nel mirino delle proteste dopo la morte di Renee Good, le azioni dell’agenzia anti immigrazione americana accendono contestazioni e manifestazioni in città. E insieme ai cittadini anche le star dello sport rompono il silenzio.

Prima il rinvio, poi la palla a due in un clima surreale: Minnesota chiede pace e Kerr cita Abraham Lincoln. Inizialmente rinviata dalla lega americana per “mettere al primo posto la sicurezza e la tutela della comunità di Minneapolis”, la gara di regular season tra Minnesota Timberwolves e Golden State Warriors è stata disputata – poco più di 24 ore dopo gli scontri dell’ICE – in un clima surreale. Le grandi manifestazioni di protesta organizzate nella giornata di venerdì nelle Twin Cities sono proseguite durante tutto il weekend. In città e al Targer Center, l’arena dei TWolves. Prima della palla a due è stato disposto un minuto di silenzio per le vittime: in un’atmosfera cupa i maxischermi hanno ricordato Pretti ucciso nella sparatoria proprio a pochi passi dal palazzetto. Durante il match tanti tifosi hanno esposto i cartelli “ICE out now” contro l’agenzia anti immigrazione americana. Citando Abraham Lincoln, il coach dei Warriors Steve Kerr ha commentato così i 48’ più complicati della sua carriera: “È stata una delle partite più bizzarre e tristi a cui abbia mai preso parte. Le persone sono arrabbiate e stanno soffrendo. I media ci dividono, per una mera questione di profitto, con la disinformazione. Dovremmo fare appello alla nostra natura migliore (“better angels of our nature”, qui la citazione allo storico presidente USA) per guardarci tutti negli occhi e capire che cosa sta accadendo: c’è così tanto odio oggi che è davvero difficile pensare a una riconciliazione. Sono tempi in cui occorre fare leva sui propri valori: dobbiamo capire chi vogliamo essere. Sia come individui che come paese”. L’allenatore dei Minnesota, Chris Finch, ha aggiunto: “Giocare a basket e basta oggi, non era la cosa più importante…per la seconda volta in tre settimane abbiamo perso un altro membro della nostra comunità in una maniera inimmaginabile. La nostra squadra ha davvero il cuore infranto per ciò che stiamo vedendo e vivendo”.