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Ultimo aggiornamento: 9:41
Esplode la protesta negli Stati Uniti. Da New York a Chicago fino a San Francisco e Detroit, oltre naturalmente a Minneapolis, in migliaia sono scesi in piazza per manifestare contro l’uccisione di Renee Nicole Good, la donna americana di 37 anni disarmata colpita in auto dagli spari di un agente dell’Ice durante un’operazione anti-migranti.
Poco dopo la diffusione della notizia centinaia di persone si sono radunate a Minneapolis sul luogo della sparatoria, che si trova a poco più di un chilometro dal punto dove nel 2020 un poliziotto bianco uccise l’afro-americano George Floyd. Alcuni manifestanti hanno esposto cartelli di insulti all’Ice, altri hanno sventolato bandiere messicane. Pochi isolati più a nord, auto e barricate improvvisate hanno bloccato la strada principale.
La sparatoria segna una drammatica escalation nell’ultima di una serie di operazioni di controllo dell’immigrazione condotte nelle principali città americane. E in poche ore le proteste contro il giro di vite di Donald Trump si sono estese in diverse città degli Usa. A New York, i dimostranti hanno riempito Foley Square per quella che gli organizzatori hanno definito una manifestazione di emergenza in risposta all’omicidio di Minneapolis, per poi marciare fino al 26 di Federal Plaza, la sede centrale del Dipartimento della Sicurezza Interna. I manifestanti hanno urlato il nome di “Renee Nicole Good”. A Detroit si sono radunati davanti all’edificio dell’Ice in Michigan Avenue, nel centro della città, per protestare contro gli agenti. La protesta è stata organizzata dal Comitato d’Azione Comunitaria di Detroit che denuncia “l’abuso di potere“.











