Caricamento player

Giovedì in molte città degli Stati Uniti ci sono state grosse proteste dopo che martedì, a Minneapolis, un agente dell’ICE aveva sparato a una donna, Renee Nicole Good, alla guida della sua auto, uccidendola. L’ICE è l’agenzia federale che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione: negli ultimi mesi è diventato uno dei corpi di polizia più importanti ma anche più discussi del paese, in quanto responsabile dell’esecuzione delle politiche anti-immigrazione volute dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Tra le altre cose, da mesi gli agenti dell’ICE conducono rastrellamenti nelle città per arrestare ed espellere i migranti irregolari, spesso con metodi violenti e brutali ritenuti in violazione dei diritti umani.

Le proteste sono partite da Minneapolis (in Minnesota, nel Midwest) e hanno coinvolto anche New York, Washington e varie città della California come San Diego e Los Angeles. Ci sono stati cortei anche a Portland (Oregon), Kansas City (Missouri), Seattle (Washington) e Dallas (Texas), tra le altre.

In via precauzionale a Minneapolis sono state chiuse le scuole fino alla fine della settimana, dopo che un preside ha denunciato che alcuni agenti federali avevano condotto dei controlli violenti tra il personale del suo istituto. Il dipartimento di Sicurezza interna degli Stati Uniti ha detto che tra mercoledì e giovedì 11 persone coinvolte nelle proteste in città sono state arrestate. Vicino al luogo della sparatoria alcuni gruppi di manifestanti hanno costruito delle barricate improvvisate per impedire agli agenti dell’ICE di avvicinarsi.