Si apre senza proteste eclatanti come quella dell’anno scorso, l’anno giudiziario del Distretto di Corte d’appello di Bari. Ma è la Riforma della giustizia – che a fine marzo sarà sottoposta a referendum costituzionale – a tenere banco, sia negli interventi in aula che in quelli a margine. Il primo a ricordare che ha già dichiarato che voterà no è il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro: “Questa riforma sulla giustizia non rende più efficiente la giustizia, non riduce i tempi della giustizia e serve soltanto alla politica, come hanno detto i promotori di questa riforma".

"Io credo - ha aggiunto Decaro - che serva una riforma che vada incontro alle esigenze dei cittadini, non incontro alle esigenze dei politici e voterò no a questa riforma, perché spero che la magistratura possa mantenere la propria autonomia e la propria indipendenza così come è sancito dalla nostra Costituzione".

Contestuale la dichiarazione opposta del viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto: “Questa riforma non è una riforma contro la magistratura, non è una riforma politica, ma una riforma strutturale nell’interesse del cittadino che quando entra in un’aula sa che il giudice è diverso da chi lo accusa, come è diverso da chi lo difende”. "Protegge i magistrati - ha evidenziato Sisto - li libera dalle correnti e dal rapporto patologico fra Anm e Csm. Credo che protegga quel magistrato che vuole essere valutato per quello che è, non per quello che rappresenta. Protegge chi andrà al Csm che sarà libero di decidere indipendentemente dall’appartenenza correntizia”.