Se non sei di Reggio Emilia non ti puoi chiamare "erbazzone". Esplode il caso di campanilismo gastronomico che scuote il mondo culinario italiano. Che d'ora in poi non sarà più lo stesso perché niente e nessuno al di fuori della città emiliana potrà fregiarsi di questo gustoso appellativo. E tutte le cucine del Bel e Buon Paese sono in subbuglio... Raccontata così, la narrazione naturalmente è scherzosa e surreale, ma la notizia è vera. Nel senso questa (buonissima) specialità gastronomica reggiana a base di erbe, collocabile storicamente unicamente nella provincia di Reggio Emilia, potrà avere questo nome solo e soltanto se sarà preparata da mani locali. Al di fuori ci si dovrà accontentare di chiamarla genericamente torta salata. Questo perché entro la fine di febbraio l'"Erbazzone Reggiano" avrà l'Indicazione geografica protetta nella regione che è medaglia d'oro per le denominazioni in tutto il territorio europeo.
Non solo un marchio
Fra i primi a informare della novità è stato sui social Stefano Bonaccini, per dieci anni fino al 2024 presidente della Regione Emilia Romagna: "Una bella notizia dall'Europa! -ha scritto qualche giorno fa sui social-. L'erbazzone reggiano è pronto a diventare la 45esima Indicazione geografica dell'Emilia Romagna che consolida il primato di prima regione europea per numero di prodotti Igp e Dop".







