L’Emilia-Romagna è, insieme al Piemonte, la regione italiana con il maggior numero di Bib Gourmand. In Emilia, in particolare, se ne contano ben 25. Una rete fitta di omini Michelin stilizzati che si leccano i baffi per aver appena mangiato qualcosa di molto buono. E infatti è così nelle insegne segnalate da Piacenza a Parma, passando per la campagna reggiana e modenese, fino ad arrivare a Bologna e a spingersi oltre, verso Ferrara. Un territorio dove la ristorazione di tradizione e le trattorie sono presidi di ricette tipiche e pranzi della domenica. Essere un Bib Gourmand significa essere un ristorante con menu completo e ottimo rapporto qualità-prezzo. Il prezzo conta, ma non è l’unico criterio: sono centrali anche la qualità della cucina, atmosfera e passione.
L’800, Argelato (Bo)
Cucina emiliana con forte identità, curata dallo chef Alessandro Formaggi, specializzata in lumache e rane. Siamo in campagna ad Argelato, e tra bignè di cosce di rane e tortelli ripieni di lumache c’è spazio anche per piatti creativi che però non perdono mai di vista il territorio e i prodotti locali.
Ahimè, Bologna (Bo)
Bistrot contemporaneo di cucina creativa, dal menu corto e stagionale. Il menu racconta la voglia di originalità come con il finocchio con salsa al cocco e pepe verde, e cura del dettaglio, come per il pane fatto in casa. Locale raccolto, tavoli ravvicinati, banco a vista. Frequentato da pubblico curioso e appassionato di vino naturale.






