Un numero fortunato il 13 per l'Abruzzo che per il 2026 conferma la quota dei Bib Gourmand. I ristoranti dove si mangia bene e si spende il giusto secondo la Guida Michelin rimangono gli stessi. Nessuna uscita, nessuna nuova entrata. Tutti gli indirizzi dell'elenco continuano a proporre menu che rendono omaggio al territorio con piatti che esaltano i sapori e li mantengono il più possibile autentici. Anche quando, in un caso, parlano giapponese ma "con cuore abruzzese". Invece meno fortunato il vicino Molise che vede zero Bib Gourmand (su 7 ristoranti segnalati dalla Rossa nessuno ha l'omino Bib, uno – La Locanda Mammì – ha una stella).

Estrò, Pescara

Cucina di mare e di terra a chilometro zero in questo "bistrot con l'accento" nel centro della città abruzzese. In menu zuppa di fave e cicoria, parmigiana di melanzane rivisitata cotta a vapore, su spuma di pomodoro garganico e provola affumicata. E ancora: risottino al pomodoro, mazzancolle locali e cipollotto fresco, e porchettina di pollo "nostrano", scarola, cetriolo e distillato di rosmarino.

Taverna 58, Pescara

Dal 1980 lungo la strada dove sono nati Gabriele D’Annunzio ed Ennio Flaiano. In carta da oltre quarant'anni piatti storici "irremovibili". Come la Fellata Abruzzese con pecorino marcetto di Castel del Monte, paté di papera muta, prosciutto di Torano, salame aquilano, coppa vastese, ventricina teramana. La Frittatina Sublime con la Omelette Dannunziana con ortaggi cotti e crudi e caprino appena scottato. E le lumache di fratta di città Sant’Angelo, rosolate al forno.