BOLOGNA – L’erbazzone reggiano sarà il 45° prodotto dop e igp dell’Emilia-Romagna: si unisce, fra gli altri, all'aceto balsamico tradizionale di Modena, l'asparago verde di Altedo, la ciliegia di Vignola, la coppia ferrarese, la mortadella Bologna, l'olio di Brisighella, il Parmigiano-Reggiano, il salame Felino, lo scalogno di Romagna. “Non solo un marchio, ma un riconoscimento che tutela una ricetta storica, un sapere artigianale tramandato da generazioni e un prodotto profondamente legato alla cultura, alle famiglie e all’identità delle comunità reggiane”. Così il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi annunciano che nessuna opposizione è stata avanzata dopo la pubblicazione della domanda di registrazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Entro fine febbraio, dunque, la registrazione definitiva e l’ingresso dell’erbazzone fra le eccellenze a indicazione geografica protetta.
L’erbazzone “è un simbolo popolare, un cibo della tradizione quotidiana, capace di raccontare il territorio, le sue campagne, le cucine e le tavole. Con l’indicazione geografica protetta questo patrimonio economico e culturale verrà finalmente tutelato e valorizzato a livello europeo. Con il sigillo europeo all’erbazzione “si rafforza ulteriormente il primato dell’Emilia-Romagna come Food Valley d’Europa, con 3,9 miliardi di valore per la sola Dop economy, mentre tutta la produzione agroalimentare vale 37 miliardi di euro, di cui più di 10 miliardi esportati in tutto il mondo”.







