Che differenza fa, per un merlo o un cardellino, essere avvicinati da un uomo o da una donna? Più di quanto si possa immaginare. Uno studio pubblicato su People and Nature mostra che il genere dell’osservatore influisce sulla distanza alla quale gli uccelli decidono di fuggire, offrendo nuove chiavi di lettura sulla convivenza tra fauna selvatica e uomini nelle città e sull’impatto dell’urbanizzazione.

Che cosa hanno studiato i ricercatori

Lo studio, condotto da un gruppo internazionale di ecologi, tra i quali Federico Morelli dell’Università di Torino, ha analizzato per la prima volta il potenziale effetto del genere della persona sul comportamento di fuga degli uccelli selvatici.

Il test è stato condotto in parchi e aree verdi di sette ambiti urbani di cinque Paesi europei (Francia, Spagna, Germania, Polonia e Repubblica Ceca).

Per le loro valutazioni, gli scienziati hanno utilizzato uno specifico parametro comportamentale: la Flight Initiation Distance (FID), ovvero la distanza alla quale un uccello decide di allontanarsi quando una persona si avvicina. Una FID più lunga indica una minore propensione al rischio, mentre una FID più breve identifica individui più audaci che tollerano rischi maggiori.