Tra parchi cittadini, giardini e aree protette in espansione, sempre più specie selvatiche trovano spazio nei paesaggi urbani. Questa convivenza, però, può non essere semplice e in taluni casi si rivela conflittuale e mal gestita. Dunque capire come i cittadini percepiscono la fauna urbana non è solo una curiosità sociologica: è un tassello fondamentale per una gestione efficace della biodiversità in città. Comprendere chi sono, per noi, questi animali è perciò il primo passo per imparare a convivere meglio con loro.

Come percepiscono i cittadini questi “vicini di casa” non umani e quanto contano emozioni, paure e fattori culturali nel giudizio che diamo agli animali selvatici?

Uno studio recente dal titolo “Citizen eyes on elusive wildlife: Assessing public appreciation for urban wild mammals” pubblicato sulla rivista scientifica Ambio - A Journal of Environment and Society ha provato a rispondere a queste domande concentrandosi sui mammiferi urbani in Italia, offrendo uno spaccato interessante su affinità, timori e contraddizioni della nostra relazione con la fauna selvatica.

Un sondaggio visivo per capire le preferenze

I ricercatori hanno coinvolto mille persone in dieci città italiane, sottoponendo loro un sondaggio visivo: ai partecipanti è stato chiesto di valutare quindici specie di mammiferi selvatici in base alla loro “desiderabilità” negli ambienti urbani. Uno strumento semplice, ma efficace, capace di cogliere reazioni istintive ed emotive più che risposte razionali o mediate. Le città coinvolte nell’indagine sono state Torino, Milano, Trieste, Empoli-Fucecchio, Firenze, Follonica, Ascoli Piceno, Roma, Napoli e Siracusa.