Un nuovo studio rivela come, nell’ultimo millennio, l’uomo abbia inciso in modo decisivo sulle dimensioni degli animali. Gli animali domestici crescono, mentre quelli selvatici si rimpiccioliscono. Per i ricercatori, questa divergenza racconta una storia di selezione, caccia e trasformazione degli habitat.
Mille anni di trasformazioni
“È grazie al confronto tra l’evoluzione delle dimensioni degli animali domestici e quella degli animali selvatici che abbiamo potuto stabilire la crescente influenza dell’uomo negli ultimi 1.000 anni”, spiega la bioarcheologa Allowen Evin, dell’Istituto di Scienze Evolutive di Montpellier, che ha coordinato lo studio.
Durante i primi 7.000 anni presi in esame, le curve di crescita di specie domestiche e selvatiche correvano parallele. Poi qualcosa si spezza. “Mille anni fa c’è stata una rottura: tutte le specie domestiche hanno fatto la stessa cosa, sono aumentate di dimensioni, mentre quelle selvatiche sono diminuite”, racconta Evin.
Ossa come cronache del tempo






