CORTINA - È come se la mamma di Gigio Donnarumma firmasse una petizione che mette in discussione il ruolo e le scelte di Gennaro Gattuso. Monica Dalus, prima tifosa della cortinese Stefania Constantini, la figlia che da mercoledì prossimo difenderà, insieme al trentino Amos Mosaner, il titolo olimpico di doppio misto, ha messo la propria firma sotto a un testo che contiene anche questo passaggio: "È giunto il momento di cambiare rotta e di riportare la trasparenza, il merito e il rispetto al centro del curling italiano. Non si può continuare a navigare in un sistema a quanto pare, offuscato da simpatie personali, valutazioni poco trasparenti e criteri di selezione avvolti nella nebbia".

Il mondo del curling, del resto, è nell'occhio del ciclone dal 20 gennaio, il giorno in cui il direttore tecnico delle nazionali, Marco Mariani, ha inserito il nome della figlia Rebecca nella lista delle convocazioni olimpiche. In molti si sono chiesti se dietro l'esclusione della piemontese Angela Romei, da anni una delle 5 giocatrici della nazionale femminile con la stessa Constantini, l'italo-svizzera Elena Mathis e le altre cortinesi Giulia Zardini Lacedelli e Marta Lodeserto, ci fosse il più classico dei casi di nepotismo all'italiana. In Veneto, recentemente, ha fatto scalpore la nomina di Riccardo Nocini, 33 anni, alla cattedra di otorinolangoiatria, all'università di Verona, fino a pochissimo tempo prima guidata dal padre, il rettore Pier Francesco Nocini. L'ateneo scaligero ha avviato la procedura per annullare tutto. Il mondo del curling è profondamente diviso sulla questione Mariani, addetti ai lavori tra i più preparati sostengono le motivazioni del direttore tecnico, che ha una base logica in un rendimento altalenante della nazionale femminile, molto meno competitiva del doppio misto, nonostante la presenza di Stefania Constantini in entrambe le rappresentative azzurre.