Non si placa la bufera sul curling che da Pinerolo ha investito il team azzurro delle Olimpiadi Milano-Cortina. Sotto attacco è finita la scelta del direttore tecnico Marco Mariani di convocare sua figlia Rebecca, 19 anni, nelle selezioni nazionali da due e lasciare invece a casa Angela Romei, atleta di 28 anni di Pinerolo e nel team azzurro dal 2017, portacolori delle Fiamme Gialle. Sulla vicenda è intervenuta subito la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio che ha sostenuto la scelta di Mariani, «squisitamente di natura tecnica, basata sulle performance dell’ultimo anno».

Ma la presa di posizione non è stata sufficiente a placare i malumori nella cittadina ai piedi delle Alpi. In tanti non riescono ad accettare di non vedere la loro concittadina gareggiare ai giochi olimpici di Milano-Cortina. Ancor di più per averlo scoperto a poche settimane dall’avvio delle gare, quando il direttore tecnico ha chiamato Angela Romei per informarla dell’esclusione.

Scandalo Curling, Romei fuori dalle Olimpiadi: al suo posto la figlia del direttore tecnico Mariani

di Cristina Palazzo

«Non mollare», «vai avanti per la tua strada» si ripetono i tanti messaggi di stima e vicinanza. Ma c’è qualcuno che “avanti” non sembra aver intenzione di andare: è il pinerolese Eros Gonin, punto di riferimento nella disciplina, che ha scritto una lettera infuocata al Coni, indirizzata al presidente Luciano Buonfiglio e al segretario generale Carlo Mornati. Nella lettera, Gonin ripercorre l’esclusione di Angela Romei dal team olimpico come un «presunto mancato rispetto dei regolamenti etici e di comportamento approvati da parte dei vari organi sportivi e federali». Lo dice puntando il dito contro il tecnico Mariani per cui già ammette di aver scritto alla Federazione Sport Ghiaccio in merito a «presunti abusi» passati, allegando i curricula delle atlete Romei e Mariani «vittime entrambe di questa scelta».