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27 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:35
Se fosse la nazionale di calcio, si sarebbe sollevato un polverone: come convocare ai Mondiali Camarda al posto, per esempio, di Retegui. Il paragone lascia il tempo che trova, anche perché ai Mondiali di pallone magari neanche ci andremo. Però le Olimpiadi non sono meno importanti, soprattutto se in casa, e per questo le convocazioni dell’Italia nello sci in vista di Milano-Cortina 2026 fanno discutere. Dentro Giada D’Antonio e Anna Trocker, due ragazzine senza nemmeno un punto in Coppa del Mondo, fuori le attuali migliori interpreti della specialità.
La Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) lunedì ha diramato le convocazioni per i Giochi, nella disciplina più famosa e più attesa. La spedizione azzurra è profonda e ricca di speranze: puntiamo ad almeno 3-4 medaglie, soprattutto nelle gare veloci. Le stelle sono ovviamente Sofia Goggia e la rientrante Federica Brignone tra le donne, tra gli uomini Giovanni Franzoni che è letteralmente esploso in questa stagione e si presenterà al cancelletto di partenza da favorito. Ma in discesa e Super-G sono tanti gli azzurri che possono sorprendere, da Nicol Delago a Mattia Casse e Dominik Paris. Discorso diverso tra i pali più stretti, dove la nazionale attraversa da tempo una crisi, soprattutto al maschile, dove i progressi di Alex Vinatzer in gigante (ora è stabilmente in Top 10) sono andati di pari passo ad una involuzione in slalom (la sua gara, in teoria). Discorso simile per le donne, dove dietro le solite Brignone e Goggia c’è poco. È cresciuta Lara Della Mea, qualche piazzamento è arrivato da Asja Zenere ma non ci sono speranze di medaglie concrete. E in questo contesto si inseriscono, e in parte si spiegano, le scelte controverse della Federazione.








