I dati della produzione automobilistica italiana del 2025 sono oggettivamente drammatici e nonostante questo non hanno provocato alcuna reazione e sono stati sostanzialmente accolti con rassegnazione. Secondo le cifre pubblicate dalla FIM-Cisl, e non smentite da nessuno, la produzione del gruppo Stellantis, unico grande attore italiano, è ora precipitata a un totale di 379.706 unità. Siamo ritornati ai livelli dell’immediato dopoguerra, quando l’industria italiana non aveva ancora iniziato il suo processo di modernizzazione. Pur tenendo conto della crisi dell’auto in tutta Europa, bisogna oggi spiegare perché e come la nostra produzione si sia ridotta, nello scorso anno, a un sesto di quella spagnola, a un quarto della Repubblica Ceca e della Francia e a un terzo della Slovacchia.
Anche in Francia la produzione di Stellantis è diminuita di un terzo rispetto alla sua punta massima, ma la diminuzione è stata in buona parte compensata dalla condivisione con Detroit delle funzioni dirigenziali e di ricerca. La grande anomalia resta quella italiana. Il gruppo Fiat, dopo l’acquisto dell’Alfa Romeo, è rimasto l’unico produttore di grande serie del Paese, ma con un crollo impressionante della produzione che, da 2.220.774 auto uscite dagli stabilimenti italiani alla fine degli anni novanta, è ridotta ora a un sesto.











