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7 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 13:27
Meno di 380mila unità totali, con le auto inchiodate a 213.706. Mai così poche dal 1955. Numeri più che dimezzati rispetto al 2023, l’anno in cui il ministro delle Imprese Adolfo Urso aveva annunciato l’obiettivo di 1 milione di veicoli sfornati in Italia ogni dodici mesi. Invece la produzione di Stellantis fa un salto indietro di 70 anni e solo grazie a un ultimo trimestre con flebili segnali di vita non chiude con un rosso ancora più pesante. Il report della Fim-Cisl sullo stato delle fabbriche italiane di auto e veicoli commerciali del gruppo che fa capo a Exor della famiglia Elkann è da far tremare i polsi: 379.706 unità da gennaio a dicembre 2025, un arretramento del 20% rispetto al 2024, con le autovetture ferme a 213.706 (-24,5%) e i veicoli commerciali a 166mila (-13,5%). “È necessario anticipare i tempi del nuovo piano industriale, servono investimenti e modelli”, avvisa il segretario generale Ferdinando Uliano. Anche perché ci sono segnali di cedimento anche rispetto a “certezze” come i volumi della Pandina, prodotta a Pomigliano d’Arco, stritolata dai numeri della Grande Panda assegnata alle fabbriche serbe e ora anche dalla Leapmotor T03.











