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Fim-Cisl: nelle fabbriche italiane prodotti soli 379mila veicoli

Per Stellantis, con Antonio Filosa (in foto) da circa sei mesi al volante, il 2026 sarà l'anno obbligato della ripartenza in Italia. Per la serie: o si rilanciano le produzioni o il sistema stabilimenti rischia il ridimensionamento. I dati del 2025, illustrati da Ferdinando Uliano, segretario generale Fim-Cisl, parlano chiaro: i veicoli usciti dai siti della Penisola nel 2025 sono stati 379.706 (-20% sul 2024), di cui 213.706 auto (-24,5%) e 166mila furgoni (-13,5%). Un passo indietro che fa riflettere sullo stato di crisi in Italia, visto che si è tornati ai numeri di 70 anni fa, nel 1955, quando nel Paese si realizzavano meno di 231mila vetture.

Tra gli impianti di Stellantis, l'unico con il segno positivo (+16,5% con 30.202 auto, volumi comunque sempre irrisori) è Mirafiori, grazie all'avvio della linea Fiat 500 ibrida (100mila unità a regime secondo le stime), mentre il dato peggiore riguarda Melfi (-47,2%) che affida ora la risalita alla nuova Jeep Compass, in attesa di Ds7 e Lancia Gamma. Gli altri siti nel 2025: -27,9% Cassino (le nuove Alfa Romeo arriveranno solo nel 2028), -23,1% Maserati Modena, -21,9% Pomigliano d'Arco e -13,5% Atessa con i suoi furgoni.