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30 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:36
“Non ci salgo più, riconsegnate tutti i biglietti che abbiamo comprato”. A parlare a La Repubblica è Riccardo Zuccolotto, il ragazzino di 11 anni fatto scendere dal bus in provincia di Belluno perché non aveva il “biglietto olimpico” e costretto a camminare per 6 kilometri al buio, sotto la neve e a una temperatura di 3 gradi sotto lo zero. Gli altri biglietti sono quelli del carnet che aveva già, al prezzo di 2,50 euro e non più validi perché insieme alle Olimpiadi sono arrivati anche i rincari fino a 10 euro. Martedì scorso il giovane è arrivato a casa, a Vodo di Cadore, quasi in ipotermia e dopo due ore di camminata. La famiglia ha sporto querela con l’ipotesi di abbandono di minore ed è partita un’indagine interna – decisa anche da Dolomiti Bus, l’azienda che si occupa del trasporto locale – per conoscere i dettagli e responsabilità del fatto. “Abbiamo nominato una commissione apposita – dice l’impresa – La corsa è stata effettuata in subappalto dall’azienda La Linea spa”.
“Non sentivo le gambe – prosegue Riccardo – facevo fatica a camminare”. Il conducente sarebbe stato sospeso e sono state acquisite le registrazioni delle telecamere del mezzo che saranno utilizzate per accertamenti. La strada, oltre che buia e fredda era anche pericolosa, come afferma la mamma Sole Vatalaro: “Mio figlio ha percorso a piedi la pista ciclabile per non rimanere sul ciglio della Statale ma non era stata spazzata dalla neve – continua la donna – Non aveva il cellulare con sé e per questo motivo non ci ha potuti contattare”. E quando Riccardo è tornato a casa “aveva le labbra viola, non riusciva a parlare. I suoi jeans erano bagnati fino a metà coscia”. Un trauma per la madre, che è convinta: “Non arretrerò di un centimetro nel chiedere giustizia”.













