MESTRE - «Siamo disponibili a comprare noi le casette e rimetterle a norma dialogando con la Soprintendenza e provvedendo alle necessarie autorizzazioni. Quello che non possiamo accettare è che i gatti siano strumentalizzati per altri fini, magari politici, come vediamo fare in queste ore al signor Andrea Venerando de I mici del forte». Nel dibattito che si è acceso in questi giorni sulla gestione dei gatti che vivono al forte Marghera, interviene Valentina Perin, referente regionale di Enpa che si occupa della colonia felina del forte già da una ventina d'anni.

Enpa, a differenza de I mici del forte, è riconosciuta come associazione deputata a questo e gestisce il rifugio che è altra cosa da un gattile, che invece il Comune ha già in animo di realizzare a San Giuliano di fianco al canile a servizio dei circa 200 gatti che, in quanto colonia, sono censiti e protetti secondo quanto previsto dalla norma, d'intesa col Servizio Veterinario della Ulss che interviene per le sterilizzazioni e le cure. Enpa si è costituita con un primo nucleo di volontari ancora nel 2000 e poi come sezione provinciale quattro anni dopo. Come in altre parti, si occupa dell'alimentazione, delle cuccette e dell'assistenza generale dei gatti. Inizialmente ha collaborato con la Dingo che a forte Marghera già c'era prima, ma che poi ha lasciato il complesso. «Il benessere dei gatti deve venire prima di ogni polemica», attacca Perin che ieri ha affidato a un post sui social il suo pensiero: «I gatti non saranno sfrattati, nessuno verrà abbandonato a se stesso ed è in corso un programma concordato con le istituzioni per migliorarle e implementarle. Le nostre postazioni sono tutte censite e autorizzate, quelle de I mici del forte no. Non si vedono perché i gatti, per il loro benessere, devono stare tranquilli e riservati soprattutto nei momenti dell'alimentazione: costringerli a mangiare in luoghi dove devono rimanere costantemente in allerta non risponde alle loro esigenze naturali e rischia di andare contro il loro stesso benessere».