MESTRE (VENEZIA) - Via con il ricorso al Tar contro la diffida a demolire le casette dei gatti da parte dell'associazione "I mici del Forte", mentre in Comune arriva l'interrogazione firmata da Gianfranco Bettin e, parallelamente, una petizione via web in poche ore ha superato le diecimila firme. Insomma, la questione resta calda, nonostante il sindaco Luigi Brugnaro sia sceso ieri in campo personalmente per confermare che "nessun animale resterà senza cure o riparo e il benessere dei gatti di Forte Marghera resta una priorità assoluta per l'Amministrazione", auspicando che "il dialogo torni su un piano corretto e che la tutela degli animali venga sempre prima di tutto". Sì, la questione è davvero calda. Forse perfino troppo.
L'associazione "I mici del Forte" ha dato mandato all'avvocato Jacopo Molina di presentare un ricorso al Tar (ci sono 60 giorni di tempo) per annullare il provvedimento di "diffida a demolire" emesso dal Settore Edilizia del Comune. Abbattimenti che riguardano anche alcuni lavori eseguiti all'interno dell'edificio concesso all'associazione «ma che - si difende Andrea Venerando de "I mici del Forte" - sono dei semplici "divisori" nemmeno ancorati alla muratura. Quando sono venuti a farci i controlli hanno rovesciato tutto, portato via i bilanci, documenti e altro. Dopo sette mesi abbiamo ricevuto solo questo provvedimento per la "tutela paesaggistica". I Nas? Non abbiamo in mano neanche un loro verbale. E sul fatto che non potremmo seguire le colonie feline perché non siamo iscritti all'albo, di fatto la colonia felina di Forte Marghera non è ufficialmente riconosciuta perché il Comune non ha fatto richiesta. Quindi di cosa ci accusano? Di non poter accudire i gatti di una colonia che formalmente non esiste?».






