Centinaia di milioni di metri cubi di terra.

Una massa enorme, più grande di quella movimentata nel disastro del Vajont. L'immagine evocata dal capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano per descrivere la frana di Niscemi, città della provincia di Caltanissetta da domenica scorsa sospesa sull'orlo di un precipizio di 50 metri, mette i brividi e richiama alla mente una delle più gravi tragedie del '900. Numeri destinati a crescere visto che il fenomeno è ancora attivo. "La linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato, l'area rossa è destinata a allargarsi", dice il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci. Se altri pezzi del costone di sabbia e argilla venissero giù, insomma, automaticamente la zona dichiarata off limits, di 150 metri, potrebbe arretrare e coinvolgere altre case. Di certo però da domani si allargherà l'area di rischio. "Con decreto, ne disporrò l'estensione di circa 25 chilometri quadrati. Su questi territori sarà imposto il divieto di inedificabilità assoluta", annuncia il segretario generale dell'Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro. Il decreto, che aggiornerà il Piano di assetto idrogeologico, si è reso necessario dopo il monitoraggio dei tecnici che hanno sorvolato la frana con i droni. L'area interessata dal decreto si estenderà anche a valle del costone crollato.