La Fed si prende la tanto attesa pausa e lascia i tassi di interesse invariati sfidando le pressioni di Donald Trump.
Il voto non è stato unanime: due governatori, Stepehen Miran e Christopher Waller, hanno infatti votato contro privilegiando un taglio di un quarto di punto. Una presa di posizione che appare 'politica': Miran è infatti stato nominato dal presidente americano ed è suo alleato, mentre Waller è in corsa per prendere il posto di Jerome Powell alla guida della Fed.
Trump non ha ancora sciolto le riserve su chi prenderà il timone della banca centrale alla scadenza del mandato di Powell. A contendersi il posto sono in quattro: oltre a Waller ci sono Kevin Hasset, Kevin Warsh e Rick Rieder. Gli analisti scommettono che la Casa Bianca opterà per Warsh o Rieder, anche se Waller e Hasset non sono ancora completamente fuori gioco. "Chiunque non sia d'accordo con me non diventerà mai presidente della Fed", ha detto di recente Trump sul suo social Truth. Parole pesanti come macigni per i mercati che temono un candidato troppo schierato con il presidente e, quindi, non affidabile e indipendente.
"Abbiamo quattro grandi candidati", ha tagliato corto il segretario al Tesoro Scott Bessent rivolgendosi agli investitori e cercando di calmare i loro timori. Ad innervosire non è solo lo 'show' per la nomina ma anche le recenti pressioni sul dollaro che sembrano indicare un calo di fiducia nei confronti del biglietto verde, la valuta di riferimento per eccellenza. In attesa della decisione di Trump, la Fed continua a operare in una normalità alterata dalla battaglia avviata dal presidente.










