Roma, 30 lug. (askanews) – Tassi di interesse ancora confermati a una forchetta del 4,25%-4,50% negli Stati Uniti. Lo ha comunicato la Federal Reserve a seguito della riunione del direttorio, il Fomc, che ha assunto la decisione – in linea con le attese – con una ampia maggioranza, 9 favorevoli, tra cui il presidente Jerome Powell, e 2 contrari, tra cui la vicepresidente Michelle Bowman, che preferivano un taglio.
L’istituzione monetaria resiste quindi alle pressioni del presidente Usa, Donald Trump, che da mesi insiste nel chiedere, con modalità a volte anche molto aggressive, una riduzione al costo del danaro. E lo fa menzionando principalmente gli effetti potenzialmente inflazionsitici di una delle principali misure messe in campo da Trump, i dazi commerciali, oltre alla solidità dell’economia. Proprio oggi i dati sul Pil, più 3% annuo nel secondo trimestre, si sono rivelati migliori delle attese.
In questo quadro “riteniamo che la linea attuale ci mantenga ben posizionati per rispondere tempestivamente” ove risultasse necessario, ha spiegato Powell. E poco dopo, interpellato sull’ipotesi di un taglio a settembre, ha risposto con termini che hanno avuto l’effetto di una doccia fredda sui mercati. Al Fomc “non abbiamo preso alcuna decisione sulla riunione di settembre”. In quella occasione “prenderemo in considerazione tutti i dati che saranno pervenuti” per stabilire la linea monetaria.








