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30 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 22:10

Il pil degli Stati Uniti torna a correre nel secondo trimestre, ma non è oro tutto ciò che luccica. Tanto che la Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi invariati di fronte all’incertezza della guerra dei dazi e a un’inflazione ancora elevata. Una decisione che sa di sfida a Donald Trump, che avrebbe invece voluto una riduzione dei costi di finanziamento all’1%, negando che la sua politica sui dazi possa causare inflazione.

Dopo la frenata del primo trimestre, l’economia Usa ha registrato una ripresa sopra le aspettative degli analisti, crescendo a un tasso annualizzato del 3% nel secondo trimestre. Un risultato che ha indotto Trump a rilanciare la sua richiesta di abbassare il costo del denaro a “Too late”, il nomignolo che il tycoon ha dato al presidente della banca centrale statunitense, Jerome Powell. Ma la Federal Reserve non si è fatta convincere. I tassi restano stabili tra il 4,25% e il 4,50%. “Sento che lo faranno a settembre”, aveva confidato Trump poco prima della decisione, ma Powell ha smentito anche questo: nessuna decisione è stata ancora presa.