La Fed lascia i tassi di interesse invariati nonostante gli attacchi di Donald Trump che, mentre la riunione della banca centrale era in corso, ha definito il presidente Jerome Powell uno "stupido".

Pur non toccando il costo del denaro, la banca centrale conferma la sua intenzione di voler ridurre quest'anno i tassi di complessivi 50 punti base, con due sforbiciate da un quarto di punto.

Ma le incertezze sono molte e, anche solo rispetto a marzo, la convinzione di poter procedere con due riduzioni si va dileguando: ben sette componenti della Fed stimano infatti che non ci sarà nessun allentamento quest'anno rispetto ai quattro dello scorso marzo. Altri due puntano invece a una sola riduzione del costo del denaro. A prevedere due sforbiciate sono in otto, meno dei nove di pochi mesi fa.

"L'incertezza sulle prospettive economiche è diminuita ma resta elevata", ha affermato la banca centrale nel comunicato diffuso al termine della due giorni di riunione. E l'incertezza si fa sentire sulle stime di crescita: il pil è previsto crescere nel 2025 dell'1,4%, in deciso rallentamento rispetto allo scorso anno e meno dell'1,7% precedentemente previsto. Per il 2026 si prevede un'accelerazione all'1,6%. Il tasso di disoccupazione salirà invece al 4,5% mentre l'inflazione al 3%.