ROMA – La Federal Reserve non delude le attese dei mercati (e quelle di Donald Trump) e taglia i tassi di 25 punti base, portando gli indici di riferimento a quota 3,75-4%. Il presidente Jerome “Jay” Powell dà un’altra sforbiciata, nonostante “l’incertezza” della congiuntura. È il secondo taglio consecutivo, il secondo del 2025. La decisione, nel pieno dello shutdown, che sta limitando la pubblicazione dei dati economici, è arrivata con 10 voti favorevoli e due contrari tra i componenti del Federal open market committee (Fomc), ovvero l'organismo della banca centrale americana responsabile della politica monetaria di Washington.
A votare contro, per motivi opposti, sono stati Stephen Miran e Jeffrey Schmid. Il primo è l’ideologo dei dazi e consigliere del tycoon, che non a caso l’ha chiamato nel board della Fed per rimpiazzare la dimissionaria Adriana Kugler. Miran, noto per essere stato allievo di Martin Feldstein, il reganiano di ferro diventato euroscettico, avrebbe voluto più coraggio da parte della banca centrale. Mezzo punto, non un quarto di punto. L’altro, Schmid, è il presidente della Fed di Kansas City e avrebbe invece voluto lasciare i tassi invariati.
Usa, chi sostituirà Powell alla Fed. Accademici tifano Waller ma pensano Hassett. “Così vuole Trump”







