Decisione in linea con le attese. La Fed lascia i tassi invariati nella penultima riunione dell'era di Jerome Powell. Il costo del denaro resta dunque fermo fra il 3,5% e il 3,75%. La decisione è stata presa con 11 voti a favore e uno contrario: Stephen Miran, l’ideologo dei dazi che Donald Trump ha piazzato nella stanza dei bottoni della Federal Reserve. Miran avrebbe preferito una riduzione del costo del denaro di un quarto di punto fin da subito, in linea con il refrain che la Casa Bianca ripete da mesi. In ogni caso, la banca centrale americana mantiene la previsione di un taglio dei tassi di interesse quest'anno e di uno nel 2027, stando a quanto emerge dalle dot-plot, ovvero le tabelle con le previsioni dei componenti del board.
Fed, giudice annulla le citazioni in giudizio per Powell: “Accuse senza prove”
a cura della redazione Economia
13 Marzo 2026
Gli occhi dei governatori riuniti nel Fomc, il Federal open market committee, restano puntati verso il Medio Oriente e, in particolare, sulle ripercussioni della guerra contro Tehran lanciata da Usa e Israele. Secondo le prime stime, gli effetti della crisi sull’economia americana sono "incerti", evidenzia nota dell’istituto al termine della due giorni di riunione. La banca centrale, in ogni caso, "è attenta ai rischi". E pronta ad aggiustare la sua politica monetaria se – continua il comunicato – "emergeranno rischi che possono impedire il raggiungimento degli obiettivi della massima occupazione e della stabilità dei prezzi”. Il target di ogni banchiere centrale.











