Hanno taciuto su molte iniziative dell’amministrazione Trump ma adesso, con le dovute cautele, parlano e si smarcano dal presidente che hanno, spesso in silenzio, appoggiato. I leader della Silicon Valley prendono posizione sui fatti di Minneapolis, i raid contro i migranti e gli omicidi da parte degli agenti dell’Ice di due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti.
L’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, si allinea ai lavoratori del settore tecnologico che hanno esortato i CEO ad assumere una posizione più decisa contro la violenta repressione dell’immigrazione a Minneapolis. «Quello che sta succedendo con l’ICE sta andando troppo oltre», ha scritto Altman in una nota condivisa lunedì con tutti i dipendenti. «C’è una grande differenza tra l’espulsione di criminali violenti e quello che sta succedendo ora, e dobbiamo fare la giusta distinzione».
Chi ha preso posizione
Prima di Altman, altri hanno preso posizione sulla violenza in Minnesota. Il ceo di Anthropic, Dario Amodei, il co-fondatore di LinkedIn, Reid Hoffman, il co-fondatore di Reddit Inc. Alexis Ohanian, l’ex responsabile scientifico dell’intelligenza artificiale di Meta, Yann LeCun e il venture capitalist Vinod Khosla.














