Il Minnesota è diventato l'epicentro di una tempesta politica e sociale che rischia di scuotere le fondamenta stesse degli Stati Uniti. Le uccisioni di Renee Good e Alex Pretti, cittadini americani caduti sotto il fuoco degli agenti federali durante l'operazione di controllo migratorio "Metro Surge", hanno innescato una crisi istituzionale senza precedenti tra lo Stato e l'amministrazione Trump. Gli ultimi aggiornamenti, tuttavia, registrano sviluppi significativi che suggeriscono un parziale arretramento del governo federale e un tentativo di allentare una tensione che stava creando le premesse di un vero e proprio conflitto civile. Il primo segnale di una svolta è arrivato con la rimozione di Gregory Bovino, capo della Border Patrol e volto della linea dura in Minnesota. Secondo fonti vicine al Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS), Bovino e parte dei suoi agenti lasceranno Minneapolis entro la giornata odierna. Bovino, a cui manca poco per la pensione, a quanto si apprende dovrebbe tornare al suo vecchio ruolo di capo del settore di El Centro in California. La mossa giunge dopo una pressione costante da parte delle autorità locali: "I minnesotani ne hanno abbastanza del signor Bovino", ha dichiarato lapidario il Procuratore Generale Keith Ellison. Il DHS ha inoltre sospeso gli account social di Bovino, cercando di contenere una narrativa che Ellison ha definito inaffidabile.
Usa, Trump fa un passo indietro sul Minnesota: rimosso Bovino dopo la crisi
Il Minnesota è diventato l'epicentro di una tempesta politica e sociale che rischia di scuotere le fondamenta stesse degli Stati Uniti. Le ...












