Sondaggi ai minimi anche sull'immigrazione, fronda tra i parlamentari repubblicani, condanne dalle star sportive, critiche persino dalla finora fedelissima lobby delle armi Nra e dal podcaster alleato Joe Rogan, che ha paragonato i metodi brutali dell'Ice a quelli della Gestapo.
E c'è chi evoca già un clima da guerra civile o la "carneficina" che il tycoon aveva promesso nel suo primo discorso inaugurale.
Rischia di essere un boomerang per Donald Trump il pugno duro sull'immigrazione e l'escalation dell'Ice a Minneapolis, in uno Stato, il Minnesota, che nessun candidato presidenziale repubblicano ha mai vinto dal 1972. Neppure The Donald, che ora i genitori di Alex Pretti, l'infermiere ucciso da un agente federale, accusano di diffondere "menzogne ripugnanti e disgustose" sul loro figlio.
Chi gli è vicino confida che il presidente è frustrato e preoccupato per la piega che hanno preso gli eventi, nonostante sabato sera - nel giorno della tragedia - abbia ospitato alla Casa Bianca una proiezione privata del documentario di Amazon da 40 milioni sulla first lady Melania. Il tycoon teme che agli americani non arrivi non solo il suo messaggio economico, ma neppure quello sulla lotta all'immigrazione, dove la maggioranza degli intervistati lo boccia. Anche perché paradossalmente a Minneapolis sono stati uccisi due cittadini americani bianchi.













