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Il presidente fa sapere che la sua amministrazione esaminerà tutti i fatti accaduti a Minneapolis e non esclude il ritiro degli agenti dell'Ice. Intanto, però, sui social continua a prendersela con gli agitatori di sinistra
Negli Stati Uniti dilaga la polemica dopo gli spari degli agenti dell'Ice, che a Minneapolis hanno ucciso Alex Pretti, infermiere 37enne. È solo l'ultima vittima dei federali che si occupano di contrastare l'immigrazione illegale per volere della Casa Bianca. Proteste in almeno 22 stati dell'unione. Trump contrattacca dicendo che quelle dell'Ice sono solo operazioni di polizia messe in atto per contrastare "un atto di terrorismo interno". Addirittura c'è chi, alla Casa Bianca, ha definito Pretti un "assassino", che si trovava lì "per perpetrare violenza", e il responsabile delle operazioni di polizia di frontiera, Gregory Bovino, dice che la vittima "voleva causare il massimo danno e massacrare le forze dell'ordine". I filmati diffusi sino ad ora, però, mostrano qualcosa di molto diverso. L'uomo aveva in mano un telefonino, con cui riprendeva le scene davanti ai propri occhi. Aveva anche una pistola, sì, ma in tasca, peraltro disponendo di un porto d'armi. E non c'è un fotogramma che sia uno in cui si vede che, per un attimo, l'abbia presa in mano.













