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Ultimo aggiornamento: 8:58
“A un certo punto” l’Ice lascerà Minneapolis, ha dichiarato il presidente americano Donald Trump nel corso di una intervista telefonica di cinque minuti al Wall Street Journal, senza indicare una tempistica sul ritiro: “Stiamo rivalutando tutto”. Dopo la sparatoria di sabato a Minneapolis, con l’uccisione dell’infermiere Alex Pretti da parte di un agente federale, alla domanda sulla correttezza delle forze dell’ordine Trump ha risposto: “Stiamo esaminando, stiamo esaminando tutto e arriveremo alla conclusione”. Ma il giudizio complessivo è più che buono: gli agenti “hanno fatto un lavorio fenomenale”. Ma già il 24 gennaio le strade della città sono state invase dalle proteste dei residenti.
Il presidente americano ha anche accusato Pretti di aver portato un’arma alla manifestazione di sabato: “Non mi piace sparare e non mi piace quando qualcuno va a protestare con una pistola molto potente, carica e con due caricatori pieni di proiettili, anche quello non è un buon segno”, ha dichiarato il Tycoon. Trump ha quindi aperto alla possibilità che gli agenti dell’Ice lascino Minneapolis.
“Tragicamente, due cittadini americani hanno perso la vita a causa del caos provocato dai Democratici”, ha aggiunto Trump con un post sul suo Truth Social, riferendosi a Renee Good e Alex Pretti uccisi da agenti federali a Minneapolis. “Le Città Santuario e gli Stati gestiti dai Democratici si rifiutano di collaborare con l’Ice, e stanno anzi incoraggiando gli agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le loro operazioni per arrestare i peggiori tra i peggiori!”, ha scritto Trump. “Così facendo, i Democratici stanno anteponendo i criminali immigrati clandestini ai cittadini rispettosi della legge e contribuenti, creando situazioni pericolose per tutti i soggetti coinvolti”, ha aggiunto.










