PADOVA - «Amate il pane, cuore della casa, profumo della mensa, gioia del focolare...». Comincia così la poesia scritta sui sacchetti consegnati ogni giorno dallo storico panificio Androni del quartiere Mandria, zona sud di Padova. Un inno al prodotto che quattro generazioni della stessa famiglia sfornano tutte le mattine da 107 anni.
Chissà quanti clienti in questi decenni hanno letto quelle parole senza conoscere l’autore e senza soffermarsi su quella firma composta da un’unica lettera: “M”. Già, perché la “Poesia del pane” fu scritta nel 1928 da Benito Mussolini e il fornaio che oggi la ripropone rivendica con orgoglio una lunga tradizione fascista.
«Non mi nascondo, sono diventato militante da ragazzino e ho sempre portato avanti certi valori» spiega Valeriano Androni, titolare di un panificio in cui la stessa poesia è affissa in bella mostra anche dietro il bancone. Androni, però, sapeva benissimo che prima o poi qualche cliente avrebbe potuto storcere il naso e farlo notare pubblicamente. È successo nei mesi scorsi - come dimostra una recensione pubblicata su Google - ed è successo nuovamente ieri mattina, proprio nel Giorno della Memoria, quando una cliente è uscita dal panificio con il sacchetto in mano e ha pensato subito di rivolgersi ai giornali. «Nel 2026 a Padova c’è un panificio che si permette ancora di stampare sui suoi sacchetti di carta una frase di Mussolini, la firma naturalmente mascherata da una “M”. Esprimo una profonda amarezza, una grande indignazione e mi sento presa in giro per l’ennesima volta da chi dice che in fondo aveva fatto anche qualcosa di buono». Non è il primo caso e non sarà l’ultimo, perché questi sacchetti si possono trovare in diversi panifici d’Italia e pochi anni fa una polemica simile esplose ad Arezzo diventando un caso nazionale.









