Preme il pedale e accelera Filippo Dini regista e protagonista de “Il gabbiano” in scena al Mercadante, e prova a rompere le pareti che ingabbiano il tempo di Anton Čechov per proiettare le ansie di quella scrittura verso il tempo nostro, più frenetico, ancora più insicuro, egualmente infelice, in cui la pratica bugiarda del successo per un giovane risulta essere egualmente disperazione d’inadeguatezza, fame di arrampicamenti, fretta di conquiste e mortificazione per vita immiserita.
Siamo nel 1895 quando Čechov scrisse e mise in scena con insuccesso “Il gabbiano”, e fu ancora una volta ritratto di famiglia bugiarda, con poveri affetti spacciati per amore, tradimenti al ribasso, sogni infranti, abissi a separare giovani e vecchi, vittime entrambi di un imbelle oziosità sociale. E sconfitta dunque in drammatici momenti di contrasto.
Così sarà sorpreso il pubblico trovandosi davanti la musica di un oggi spavaldo a dare ritmo e presenza nello spettacolo che Kostja, giovane aspirante regista con i suoi dubbi e suoi giorni insoddisfatti mette in scena come per una rivalsa. Ne ha curato la regia Leonardo Mazan a cui Filippo Dino regista de “Il gabbiano” affida il compito di farsi spartiacque generazionale in parallelo alle ansie di giovani personaggi in conflitto di sogni.







