Settimana particolare al Teatro Gobetti per la stagione del Teatro Stabile di Torino che alterna due allestimenti, dopo le parole di Giovanni Testori incarnate da Arianna Scommegna un altro grande autore calca il palcoscenico della sala di via Rossini intitolata a Piero Gobetti, di cui si celebrano i cento anni dalla scomparsa e che sarà ricordato con il debutto di una pièce dal prossimo martedì 27 gennaio a firma di Diego Pleuteri, “Tutto in me è amore”; prima di rendere omaggio alla figura di Piero Gobetti si rappresenta un Pirandello meno noto, nel corpus delle sue commedie “Maschere Nude”. Si tratta di “O di uno o di nessuno”, al Gobetti dal 23 al 25 gennaio, con adattamento e regia di Fabrizio Falco, Premio Ubu nel 2015 come miglior attore under 35; Falco è presente anche sul palco insieme a Giovanni Alfieri, Federica D’Angelo, Giancarlo Latina. L’opera originale del 1929 conta numerosi personaggi che Falco ha ridotto a quattro, prosciugando il copione per lasciarne l’essenza. E’ la storia di due grandi amici che condividono tutto, anche i favori di una prostituta, ma la donna resterà incinta e intorno alla paternità del bambino si sgretolerà un’amicizia. “Tito e Carlino sono il prototipo dei giovani analfabeti emotivi e sentimentali, incapaci di empatizzare con i problemi degli altri, dominati da una visione fortemente patriarcale – scrive Falco nelle note - Melina è una prostituta che vive ai margini e fa di tutto per salvaguardare la convenienza sociale. La storia è molto vicina a noi e il lavoro sulla drammaturgia riflette questo proposito, nelle scelte linguistiche ed estetiche, nell’idea che il teatro di Pirandello possa parlare del nostro presente, qui e ora”. E per sottolineare questa attualità abiti e spazio scenico di Luca Mannino sono coevi ed essenziali, le musiche originali sono di Sergio Beercock, la produzione del Teatro Libero di Palermo.