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Ultimo aggiornamento: 7:50
Notissime sono le parole con le quali Anton Cechov nell’ottobre 1895 annunciava Il Gabbiano all’amico Suvorin: “E’ una commedia con tre ruoli femminili, sei ruoli maschili, quattro atti, un paesaggio (vista sul lago), numerose discussioni letterarie, poca azione e cinque pud di amore”; come dire, amore a tonnellate.
Ma il problema è che, quando queste tonnellate sono mal distribuite e peggio indirizzate, l’amore diventa fonte sicura di infelicità, come purtroppo accade molto spesso nella vita reale. E come accade appunto nel Gabbiano, dove tutti, o quasi, amano senza essere ricambiati.
Il giovane scrittore Treplev, di cui è innamorata infelicemente Masha, ama la giovane Nina, per la quale scrive una commedia, ma Nina si invaghisce del letterato di successo Trigorin, a sua volta compagno di qualche anno più giovane della madre di Treplev, la famosa attrice Arkadina. Alla fine, trascorsi due anni, il colpo di pistola che Treplev si spara, fuori scena, arriva a suggellare col sangue la commedia, gettando su di essa una luce tragica.






