Un dramma sull’arte, l’amore e la ricerca disperata di significato nella vita. Capolavoro assoluto del teatro, “Il Gabbiano” di Čechov regala l’occasione a Filippo Dini per misurarsi con un allestimento nuovo, che dirige e interpreta al fianco di Giuliana De Sio e di un cast di otto interpreti. Il testo viene rispettato, ma costumi e canzoni originali ambientano la storia nel presente.

Lo spettacolo prodotto dallo Stabile del Veneto – che Dini dirige da due anni – sarà in scena da martedì 2 a venerdì 14 dicembre al Carignano per la stagione dello Stabile, che lo ha visto a lungo regista residente. Il pluripremiato artista genovese – 52 anni, molto cinema e molta tv alle spalle – trova elementi di straordinaria attualità nelle relazioni tormentate del gruppo di amici e parenti che conversano e si misurano in una dacia di campagna alla fine dell’Ottocento. Individui intrappolati nelle loro esistenze, che sognano un futuro migliore senza la forza per realizzarlo. Si accontenteranno di una vita di compromessi e sconfitte, mentre il gabbiano sul lago che li osserva dall’alto, nella calda estate russa, diventerà un crudele trofeo di caccia.

Dini, nella sua lettura pare che le anime intrappolate siamo noi, ora, in attesa di un’apocalisse.