Quando uscì la critica scrisse che il libro di Ariel Dorfman raccontava una situazione assurda, paragonabile allo spezzettamento dei confini balcanici, al muro che divideva Berlino in due, al conflitto israeliano-palestinese. Adesso che di anni ne sono passati una ventina, “Dall’altra parte” va drammaticamente aggiornato e le vicende surreali narrate si potrebbero anche adattare alla guerra in corso fra Russia e Ucraina. Ci sono i confini, reali e immaginari, al centro dello spettacolo “The Other Side”, tratto dal libro dello scrittore argentino, che arriva al Teatro Duse dal 28 al 30 novembre (alle 21, domenica alle 16), con la regia di Marcela Serli che dirige Elisabetta Pozzi, Gigio Alberti e Nicola Ciaffoni. «È tutto terribilmente attuale - spiega l’attrice, alle prese con le prove in via Cartoleria - sono parole che ancora valgono perché le guerre sono attorno a noi, mentre mi pare che l’idea della pace sia sempre più lontana. I confini ci sono, nulla è superato e quello che vediamo fa rabbrividire».
Elisabetta Pozzi è una delle regine del teatro italiano. Dal debutto con Giorgio Albertazzi ai premi Ubu vinti, in scena ha interpretato Pirandello, Shakespeare, Sartre, Ionesco e i classici, da Sofocle a Euripide. Ha vinto un David di Donatello nel 1992 come miglior attrice non protagonista: era Adriana in “Maledetto il giorno che t’ho incontrato” di Carlo Verdone. «Da quando ho preso il premio, a parte cose piccole, non ho più fatto cinema, improvvisamente ho smesso, non so cosa sia successo».









